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martedì 6 settembre 2011

SPAZIO VITALE _ lebensraum
Luigi Massari, Andrea Palamà, Emanuele Puzziello, Patrizia Emma Scialpi
a cura di Luiza Samanda Turrini
dal 16 settembre  al 15 ottobre 2011

INAUGURAZIONE: Venerdì 16 settembre ore 18:00


L’Underdogstudio inaugura la nuova stagione espositiva aderendo al programma del Festival della Filosofia sul tema della Natura.
Venerdì 16 settembre alle 18:00, Luigi Massari, Andrea Palamà, Emanuele Puzziello e Patrizia Emma Scialpi presentano SPAZIO VITALE_lebensraum.

Lo spazio vitale è un concetto dell’etologia, sulla gestione del proprio habitat. Quest’idea passa dalla biogeografia alla geopolitica, viene estremizzata e diventa lebensraum, quello che il Reich nazista deve crearsi a scapito delle nazioni confinanti.
Underdogstudio mostra come ogni spazio vitale sia effimero, e come ogni ciclo si chiuda con la morte.

Scrive Luiza Samanda Turrini nel testo di presentazione alla  mostra: (…) I corpi umani cambiano di stato e di status, ponendo le basi della catena alimentare di cui si sentono al vertice. Non c’è potere che tenga, tutte le scale gerarchiche vengono scompaginate.
Vegetale è considerato il contrario di animale, eppure le trachee e i condotti venosi sembrano reticoli di rizomi, incuneati nell’albero del corpo. Animale è considerato contrario di umano, ma nel rito di passaggio emergono i limiti dell’umano e la necessità di qualcos’altro che lo integri.

Dipinti su carta e su tela, fotografie e disegni. Installazioni di materiali eterogenei, fitte, competitive, fitomorfe. In sviluppo verticale come un rampicante, impegnate in un serrato dialogo con le suggestive immagini create dai quattro artisti.


http://www.festivalfilosofia.it/2011/underdogstudio

sabato 4 giugno 2011

11 giugno / 2 luglio 2011
CUORE DI CANE
Enrica Berselli, Camme, Francesco Cuna, Pasquale De Sensi, Salvatore Masciullo, Giovanni Matteo, Andrea Palamà, Cosimo Piediscalzi, Emanuele Puzziello, Patrizia Emma Scialpi, Marcello Tedesco, Giulio Zanet

Inaugurazione Sabato 11 giugno 2011 ore 19:00


Sabato 11 giugno alle 19:00 l’Underdogstudio di Modena inaugura CUORE DI CANE, progetto collettivo che vede coinvolti dodici giovani artisti italiani le cui personali ricerche tracciano percorsi tra loro dissonanti, spaziando con disinvoltura dalla pittura al collage, dal disegno alla fotografia digitale.
UNDERDOG (sottocane / perdente in partenza) è un termine comunemente usato nel gergo delle scommesse sportive: indica il partecipante ad una competizione o ad un concorso che è ritenuto un perdente scontato. Il team o l’individuo previsto come vincitore è chiamato top-dog. Nei rari casi in cui un underdog vinca, il risultato è definito upset (sconvolgimento). 
L’Underdostudio gioca a rimescolare semanticamente e concettualmente la propria identità, invitando gli artisti a reinterpretare il simbolo dello spazio espositivo: una creatura ibrida uomo-cane, ad un tempo metafora della condizione umana nella società attuale e allegoria dello status di outsider all'interno del sistema ufficiale dell'arte.
Partendo da questa suggestione il progetto è stato intitolato CUORE DI CANE, come l'omonimo romanzo di Michail Bulgakov, storia della trasformazione chirurgica di un cane in un uomo, con chiaro intento parodico e satirico nei confronti della società sovietica di quegli anni.

(...)"Mai più uomini, altro da essi, lanceranno i loro eserciti alla conquista di una nuova identità umana, o forse solo per attestare il caleidoscopico canile che la società è diventata, in preda a salivazioni pavloviane di fronte a consumismi e sete di potere.
E non è forse che di notte i latrati s’alzano lunghi senza più frontiere e nessuno può star più certo che si tratti soltanto di cani?"

Gioia Perrone



venerdì 22 aprile 2011

Luigi Massari
DIMMI/DAMMI/COMANDA
a cura di Martina Colajanni
dal 29 aprile al 21 maggio 2011
Underdogstudio - Modena

OPENING: venerdì 29 aprile ore 18:30


L'artista esporrà una serie di dipinti su carta realizzati tra il 2010 e il 2011 che si configurano nella loro totalità come un'unica opera in costante espansione, per la quale non è necessariamente prevista una fine.
Una sequenza di appunti, ritratti e visioni in stretta e reciproca connessione, inevitabilmente legate alla matrice/realtà che contribuisce a generarle.
Scrive Martina Colajanni nel testo di presentazione della mostra: "(...) Il lavoro di Luigi Massari si ispira al nome di un gioco diffuso tra gli infanti, ma che solo ora si arricchisce di nuovi significati.
L'espediente ludico risuona quindi come una nota stonata all'interno di una melodia nella quale siamo, si, corde in grado di vibrare ma, allo stesso tempo, in procinto di spezzarsi".

 
 
 


martedì 8 marzo 2011

STO* DISEGNANDO!!!
Un* opera collettiva di Michael Rotondi
dal 12 marzo al 9 aprile 2011
Underdogstudio – Modena

Inaugurazione: Sabato 12 marzo ore 18:00


STO* DISEGNANDO!!! è un’opera collettiva nata dall’iniziativa dell’artista livornese Michael  Rotondi, cha ha coinvolto quaranta artisti italiani e stranieri chiamati ad esprimersi attraverso la tecnica antica e modernissima del disegno.
L’installazione è composta dalla totalità dei lavori, realizzati rigorosamente su fogli A4 verticali, in bianco e nero, incorniciati a piacere, che compongono un puzzle di opere dialoganti tra loro e in reciproca connessione con il disegno di Rotondi.
Scrive l’autore: “Ultimamente il mio lavoro riflette ed analizza il rapporto tra tradizione popolare, ricordo personale e musica contemporanea e per questo progetto mi sono concentrato sulla comunità, l’autoproduzione ed il readymade, facendo mia anche l’opera di un altro.”
STO* DISEGNANDO!!! è in tournèe come una band musicale indie, in spazi spesso non convenzionali, dove l’installazione, messa in valigia, viaggia con l’autore insieme al catalogo/fanzine del progetto.



Opere di: 108, Andreco, Silvia Argiolas, Felipe Cardena, Jacopo Casadei, Diego Cinquegrana, Paolo De Biasi, Dem, Marco Demis, Nicola Di Caprio, Angelo Di Dedda, Emiliano Di Mauro, Alessandro Di Pietro, Pierpaolo Febbo, Svitlana Grebenyuk , Agnese Guido, Massimo Gurnari, Leeza Hooper, Giacomo Iasilli, Maba, Luigi Massari, Yari Miele, Bartolomeo Migliore, Elena Monzo, Isabella Nazzari, Ozmo, Marco Pagliardi, Andrea Palamà, Federica Pamio, Simone Panzeri, Laurina Paperina, Emanuele Puzziello, Thomas Raimondi, Michael Rotondi, Laboratorio Saccardi, Patrizia Emma Scialpi, Raffaele Semeraro, Marcello Tedesco, Riccardo Zanotti, Luca Zedone Nespolon






lunedì 7 febbraio 2011

HORSE LATITUDES
Jacopo Casadei / Rudy Cremonini   
testo critico di Gian Ruggero Manzoni
dal 12 febbraio al 5 marzo 2011

 

Vernissage Sabato 12 febbraio ore 18:00



Underdogstudio presenta HORSE LATITUDES, doppia personale di Jacopo Casadei e Rudy Cremonini.
Gli artisti esporranno due tele inedite di grandi dimensioni, realizzate appositamente per l’evento in una serie di sessioni di lavoro comuni, direttamente all’interno degli spazi angusti dell’Underdogstudio.
Accanto ad una ridotta selezione di lavori più piccoli, le due opere si fronteggeranno su pareti opposte, indotte a dialogare in uno scambio trasversale che includa lo sguardo dello spettatore nel tessuto stesso dei dipinti.





Anticamente il termine HORSE LATITUDES (latitudini del cavallo) indicava un’area dell'Atlantico meridionale, subito a sud delle calme acque equatoriali, dove i venti erano estremamente deboli, di direzioni contrastanti e variabili. Per le imbarcazioni di allora era una fascia molto difficile da superare e richiedeva spesso soste prolungate di settimane.
Date le scarse scorte di acqua potabile che poteva imbarcare un veliero, a volte l’equipaggio era costretto per poter sopravvivere, a gettare in mare i cavalli destinandoli a morte certa, ma recuperando così la loro razione di acqua.
Questa zona di drammatica incertezza  e sospensione temporale dell’azione, rimanda al luogo immateriale della creazione artistica: un’apertura accidentale di possibilità densa di suggestioni, nella quale Cremonini e Casadei incrociano i loro flussi creativi disarticolando e poi rimodulando gli assiomi del proprio personale alfabeto pittorico.
Scrive Gian Ruggero Manzoni nel testo di presentazione alla mostra:  (…) l’odierna pittura visionaria (di cui Casadei e Cremonini sono artefici), per produrre le sue “illusioni”, fa perno sul simulacro (di un reale) inteso in questo modo: una figura complessa che comprende lo stesso spettatore, che si muove attorno e dentro l’opera, con le sue ansie, i suoi timori, le sue emozioni,  così che immagine e percezione della stessa vadano a creare quel ‘vero’ che poi ritroviamo nel vivere (spesso angosciante) che i media ci regalano giornalmente… perché “orrorifica e spettrale è pur sempre l’indole umana”, così che a noi non rimane che convivere con essa, senza spaventarci quando ci vediamo riflessi in uno specchio.





sabato 18 dicembre 2010

MONDO CANDIDO
secret show*




Luigi Massari  Andrea Palamà  Luciano Bormann
Cosimo Piediscalzi  Emanuele Puzziello
Patrizia Emma Scialpi 


 *Sabato 18 Dicembre ore 18:00

domenica 28 novembre 2010


UBIQUO 
Cosimo Piediscalzi Solo Show
13 novembre - 11 dicembre 2010




Dal13 novembre al 11 dicembre Underdostudio ospita UBIQUO, mostra personale di Cosimo Piediscalzi, che si ripresenta al pubblico in veste di artista dopo un lungo intervallo dedicato alla ricerca e alla scrittura. 

L'allestimento comprende sculture, dipinti e disegni di recente produzione, fra cui spicca un'opera su carta di grandi dimensioni, che vede materializzarsi un puzzle di sessanta autoritratti organizzati in un piccolo esercito pronto a invadere l'intera parete, moltiplicando nella coscienza dello spettatore l’effetto straniante di uno sguardo disincantato, malinconico, pietoso o accusatorio.



Testo critico a cura di Barbara Galati




L’UNICO MODO PER METABOLIZZARE ME STESSO


di Barbara Galati

Cosimo Piediscalzi è uno Scrittore prima di tutto e sopra ogni cosa, ma lui per punirsi dipinge, si proprio per infliggersi una pena! Perché a suo dire la pittura esprime solo la sua “anima” imperfetta.

Ho smesso di dipingere, in poche parole come sempre ho cambiato pelle ricadendo nell’eterna mia doppiezza espressiva; e ho avvertito il bisogno di rinunciare alla pigrizia tipica della pittura per tornare ad esercitare i neuroni: in poche parole è morto il Piediscalzi pittore per la centesima volta; dando spazio al Piediscalzi che scrive, che studia, che cerca, ecc...

Ma è proprio in questa fase che il Piediscalzi rimarca il suo dislivello creativo, divario che si crea tra il pensare-scrivere e il pensare-dipingere.

Per questo ogni mattina svegliandomi io benedico un milione di volte la Scrittura! Che pare rispettarmi ed essermi più amica della pittura”.

Egli infatti, con modestia e disperazione, prende atto che la sua pittura spesso fallisce, un fallimento relativo alla mancata simmetria tra la sua mente e la mano, tra i suoi pensieri e i mezzi pittorici, tutto quindi viene ricondotto e spiegato attraverso questa sua peculiare imperfezione.

Ciò che spesso penso o ciò che scopro, ciò che so o ciò che sento; fruisce quasi ottimamente tramite la scrittura e malamente mediante la pittura.”

Ma la cosa più assurda di questa doppiezza nasce dal fatto che se si chiede a Cosimo Piediscalzi di parlare di sé stesso a parole, lui non ci riesce e si perde nei meandri di una consapevole descrizione. L’unico modo che egli ha per enunciare se stesso, le sue manie, le sue idiosincrasie, il suo carattere e le sue emozioni è paradossalmente l’Autoritratto.

Cosimo, in questa scrupolosa descrizione di sé, indulge nella cura quasi maniacale del dettaglio, si descrive adornandosi con grande ricercatezza, mostrandoci peculiari dettagli della sua personalità. In tal modo la soggettività dell’individuo, rappresentato attraverso l’autoritratto, costituisce il punto di riferimento da cui deve partire la riflessione sulla ricerca dell’Io. Piediscalzi diventa in tal modo il narratore di quest’autobiografia la cui trama si snoda attraverso le pagine del suo “Diario visivo”. Il disegno è rapido, amaramente ironico e si consuma dentro un puzzle di facce dalle vicende paradossali che si risolvono nella “pulizia” di un solo foglio, enorme e bianco. Così il suo diventa una sorta di racconto per immagini, dove il ritratto finisce per sostituire le frasi e il bianco funge da pausa narrativa. Su tutto aleggia un’aria di privazione: il disegno è privo di colore, il colore privo di disegno, la mostra priva di spettacolo, retrocedendo così a ritroso su se stessa, fino a manifestare la sua semplice possibilità. Il suo è un universo accogliente e intimo dove permangono le emozioni e le libertà dei bambini, dove si conserva intatto l’approccio apparentemente innocente ma crudelmente cinico e provocatorio della fanciullezza. Tutto questo non si limita alla descrizione di sé, ma appare come una decostruzione dello stereotipo attraverso il suo stesso simulacro.
E nonostante la sua vera natura lo porterebbe e lo porta puntualmente più allo studio di materie quali la fisica, l’astronomia, la cosmologia, la scienza, traghettandolo lo stesso e sempre verso la poesia: il suo vero mestiere. E ora ritorna dopo una pausa a dipingere, nuovamente.

Ma al solito tutta la mia impronta personale, liturgica, mistica, perchennò paranormale che credo di aver conquistato, non collima ancora una volta con il disegno.

Così, all’interno di questa mostra ritroviamo quell’uso sporco dell’espressione, cui era molto legato in adolescenza. Ritroviamo il frutto di nuove tensioni che sono nuove ricerche e nuovi ambiti: la mistica, il trascendentale, il colloquio cosmico con dio, l’ascesi, l’analisi, la preghiera, il sovrannaturale, l’archetipo…

E in più per fuggire dal disegno in sé sto cercando di ri-tornare ad un altro mio vecchio amore: la scultura.”

Vi è l’esigenza disperata e liturgica di includere nel proprio lavoro di singolo l’Altro e il Tutto, inteso come soggetto che concorre al compimento dello stesso lavoro, in cui la realtà non è rappresentata ma provocata dall’artista stesso.

Guardo i mondi senza di me, ma appunto le cose tramite un diario d’inferni privatissimi”.

Egli riesce solo come pittore a metabolizzare se stesso.

Io sono Eukaryota. Infraphylum e gnathostomata, sono una cosa ma non fino in fondo: Euarchontoglires e ànemos. Sono lo squallore della carne comune, il software che crea occhi auto-speculativi. Io sono un mezzo fino a Dio: pnéuma elettrico con una varietà di Spin preferenziali, io sono sufficiente nel tempo che si frantuma in driver: a ciascun bit il suo. Io sono una creatura che nella terra non ha originato che passaggi: varamenti e dubbi. Sono un computer ubiquo…”